Storia del commercio estero a Milano e in Lombardia – Parte VI – Anni di guerre

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Ricerca storica e redazione scheda: Paolo La Rocca

LINEA DEL TEMPO: epoca 1800-1900

L’industria lombarda dall’inizio del 1900 alla Seconda guerra mondiale

Dopo la crisi del 1887, che colpì anche le esportazioni, tra il 1888 e il 1913 l’economia italiana ottiene risultati rilevanti rispetto al periodo precedente, ma ancora insufficienti: cresce il deficit alimentare e l’import di beni di consumo primari. L’industrializzazione accelera, ma siamo ancora lontani dai livelli dei Paesi più avanzati. L’industria lombarda prima della Prima guerra mondiale si presentava con Milano centro industriale, commerciale e finanziario, con i primi segni della crisi della industria serica “diffusa” e l’affermarsi del distretto comasco. I cotonifici si spostano rispetto ai tradizionali insediamenti, per le disponibilità di forza motrice. Rimangono alcuni poli tradizionali come il cartario a Salò e il metallurgico nel Lecchese. La crescita maggior riguarda il polo siderurgico-meccanico, presente nel Bresciano e, in modo più articolato, nel Milanese. Esiste poi una produzione “artigianale-industriale” di automobili e aerei.

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Milano,Officine Aeronautiche Caproni di Taliedo. L’ingegnere Gianni Caproni, uno dei più grandi pionieri dell’aviazione mondiale, iniziò la sua attività di costruttore e sperimentatore nel 1909, stabilendosi dapprima a Malpensa, poi a Vizzola Ticino, per produrre molti tipi di aeroplani che si aggiudicarono numerosi successi e primati. Nel maggio 1910 fece volare il suo primo aeroplano.

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Brescia, Metallurgica Tempini, Ingresso degli operai in fabbrica. Fondata nel 1886 dall’industriale bresciano Giovanni Tempini, la fabbrica era specializzata nella produzione di granate, spolette e bossoli d’acciaio di vario calibro.

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Milano, Naviglio Pavese, Cartiere Binda. Le macchine della fabbrica – la cui attività era iniziata nel 1885 – erano alimentate dalle acque del Lambro Meridionale, che scorrevano in “Conca Fallata” (la seconda a partire dalla Darsena). Alla fine dell’Ottocento le Cartiere Binda avevano raggiunto la dimensione di un vero e proprio villaggio, analogo al più noto di Crespi d’Adda.

CURIOSITÀ:

La ricchezza di Milano

“Ogni giorno nuove imprese si fondano, nuovi ‘finanziamenti’ hanno luogo sia per aziende locali che per altre di fuori, sia per industrie, commerci, produzioni agricole o imprese edilizie che esplicano a Milano e vicinanze la loro attività, sia di quelle che si estendono su tutta l’Italia. A quanto si può valutare la ricchezza di Milano? Nella insufficienza grande di dati precisi od anche attendibili è ardua ogni conclusione al riguardo. Si può però venire ad un cifra di una certa approssimazione basandosi sui redditi colpiti dalle tre imposte dirette principali: terreni, fabbricati e ricchezza mobile; sui depositi presso i vari Istituti di credito, sul movimento della stanza di compensazione, sul valore di alcuni titoli locali che si possono presumere in mano di cittadini, sugli interessi pagati per i fondi di Stato alla tesoreria locale, il tutto però conglobando in modo da non incorrere: da una parte in duplicati di stima e dall’altra in una eccessiva fiducia nelle cifre ufficiali; poiché si sa come certi redditi dei cosiddetti enti collettivi, i cui bilanci sono sottoposti al Fisco e che all’infuori di abilità di compilazione non possono ricorrere a troppe diminuzioni di “registrazioni” attive. Da calcoli istituiti in tal modo potrebbe desumersi che la ricchezza pubblica e privata di Milano si aggira dagli 8 ai 9 miliardi di lire di cui un miliardo e mezzo circa di ricchezza fondiaria ed il resto di ricchezza mobiliare (opifici, commerci, mutui, titoli, ecc.). E questa ricchezza mobiliare è la gran forza di Milano, è quella che la spinge a sempre nuovi investimenti produttivi nella città e nel Paese intero, tentando anche le vie dell’estero. Molti titoli esteri giacciono già nei forzieri milanesi e più ve ne entrano ogni di con fenomeno inavvertibile dai più ma noto a chi ha pratica di borsa e di banca. In molte imprese straniere il capitale milanese va partecipandovi sempre più anche con investimenti diretti non rappresentati da titoli. Milano sembra felicemente avviarsi alla potenza finanziaria. Lo spirito di iniziativa, l’amore al lavoro ed al risparmio dei sui cittadini fanno presagire non lontano il tempo in cui, l’Italia cessata d’essere – e quasi sta per esserlo – un paese debitore per divenire un paese creditore, Milano assurgerà a mercato internazionale di capitali accrescendo vieppiù la sua importanza e riacquistando colle mutate proporzioni dei tempi moderni, la fama di città del lavoro e della finanza che godeva nella gloriosa epoca del Comune e del Ducato dei torrioni dei Visconti e degli Sforza.

L'articolo, fu pubblicato nel 1906, durante l'Esposizione Internazionale di Milano, ed è tratto dall'antologia: Amministrazione Municipale di Milano, Milano nel 1906, Edizione fuori commercio, Tipografia Umberto Allegretti Milano, Milano, citata in Daniele Marconcini - Circolo storico della Stampa Lombarda - www.lombardinelmondo.org

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L'Esposizione Internazionale di Milano, inaugurata nel 1906, fu allestita per celebrare l'apertura del traforo del Sempione, una nuova via che apriva l'Italia al commercio con l'estero.

La Prima guerra mondiale rafforza il sistema industriale in tutta la regione, e vede la nascita di nuovi produttori nella chimica, nelle fibre artificiali e nell’elettromeccanica. Cresce anche la loro dimensione. Negli anni Venti, la politica del cambio penalizza le imprese esportatrici tessili e meccaniche lombarde, mentre la liberalizzazione delle tariffe interne favorisce il comparto elettrico. Con la crisi degli anni Trenta e delle grandi imprese, ripartono le attività di nicchia ㅡ arredamento, pelletteria, abbigliamento ㅡ per un nascente ceto medio. La crisi internazionale e la politica del regime limitano la possibilità di commercio verso l’estero, mentre l’autarchia favorisce lo sviluppo del settore meccanico e chimico, sottraendolo alla concorrenza. Nel 1939, alla vigilia della Seconda guerra mondiale l’Italia figurava solo al 46mo posto nell’interscambio, con lo 0,13%, e al 12⁰ in Europa.

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Milano, La Rinascente. I grandi magazzini che erano stati fondati dai fratelli Bocconi per la vendita di abbigliamento preconfezionato, rilevati dal senatore Borletti nel 1917 e ribattezzati da D'Annunzio "La Rinascente", furono una di quelle attività che riuscì a sopravvivere e superare la terribile crisi economica degli anni Trenta.

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