Pallacanestro Olimpia Milano

Denominazione: Dopolavoro Borletti (1930-1947), Triestina Milano (1936-1947), Pallacanestro Olimpia Milano (dal 1947)
Sede: Piazzale Lotto, 15
Dove gioca: Mediolanum Forum
Categoria: Sport
Fondatore: Senatore Borletti

Anno fondazione: 1930
LINEA DEL TEMPO: epoca 1900 – 1945, 1945 - oggi

"If you're not here to win you're in the wrong place"
(Se non siete qui per vincere siete nel posto sbagliato)

Bastano queste poche parole - scritte in grande sui muri della palestra d'allenamento del Lido - per capire cosa sia l'Olimpia Milano. Volendo, è sufficiente il palmares: 26 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Coppe dei Campioni, 3 Coppe delle Coppe, 2 Coppe Korac e una Coppa Intercontinentale. Benvenuti, questa è l'Olimpia Milano, la squadra più titolata del basket italiano.

La nascita del mito

Il 1936 è l'anno di fondazione tradizionalmente riconosciuto - la data compare nel logo della società -, ma è il 1930 quando Senatore Borletti mette in piedi una squadra aziendale chiamandola "Dopolavoro Borletti" e vestendola con una maglia granata: dal 1936 al 1939 vince 4 scudetti di fila. È l'inizio del mito.

Alle origini del basket meneghino

Oltre a Borletti, l'uomo chiave degli albori è il coach Giannino Valli, ex giocatore degli Assi Milano. Già, perché a Milano, ancor prima del Borletti, c'erano gli Assi, l'Internazionale Milano e la Società di Educazione Fisica Costanza; quest'ultima è la vincitrice del primo campionato della storia della pallacanestro italiana (1920). E c'è di più, perché Assi, Internazionale e SEF si spartiscono i primi 8 titoli prima di sciogliersi con l'arrivo degli anni '30, seminando una preziosa eredità. Milano fu la prima capitale del basket italiano e nel solco scavato dai suoi avi cresceva l'erede.

L'Olimpia prende forma

L'uomo della provvidenza è Adolfo Bogoncelli. L'imprenditore triestino d'adozione sbarca sotto la Madonnina e fonda la Triestina Milano. Finita la guerra trasferisce la squadra a Como e qui il suo genio partorisce l'intuizione: accorpa la neonata Pallacanestro Como con un Borletti in crisi economica sportiva. È il 1947, è la svolta. Il nome Borletti non scompare, diventa anzi il primo sponsor della storia dello sport nostrano. E con Bogoncelli presidente arrivano due leggende come Cesare Rubini e Sandro Gamba, giganti della storia biancorossa.

Bogoncelli, il visionario padre del basket moderno

Fu pioniere in tutto. Scelse il 9 gennaio 1936 come data di nascita dell'Olimpia, strappò il primo contratto di sponsorizzazione, diede il là al mercato dei giocatori, ingaggiò il primo straniero della storia del campionato italiano - il greco Mimīs Stefanidīs, nel 1955 -, portò gli Harlem Globtrotters in Italia - al Vigorelli di Milano, nel 1952 - , fu il primo presidente della pallacanestro italiana a vincere la Coppa dei Campioni (1966) e padre fondatore della LegaBasket (1970). Le tipiche canotte da basket? Una sua intuizione, così come far indossare le "scarpette rosse" ai suoi giocatori, epiteto che ancora oggi è soprannome dell'Olimpia.

Il Simmenthal

Finita l'epopea Borletti con in bacheca 9 trionfi nazionali, il 9 settembre 1956 inizia l'età aurea del Simmenthal: dura 17 anni e porta 10 scudetti, due Coppe delle Coppe, una Coppa Italia e la prima Coppa dei Campioni. La consacrazione internazionale arriva l'1 aprile 1966 a Bologna: Milano-Slavia Praga 77-72, decisivo l'americano Bill Bradley, non uno qualsiasi: medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo, futuro NBA (due titoli con i New York Knicks), e candidato alla presidenza USA.

La caduta dell'Impero: Innocenti-Cinzano

Il 1973-1974 è l'ultimo anno in panchina di Cesare Rubini e il primo dell'infelice lustro targato Innocenti prima e Cinzano poi, nel quale si perde l'identità. Nel biennio Innocenti cambia il colore sociale: l'Olimpia si stinge d'azzurro, con Cinzano torna il rosso (insieme al blu), nel '75-76 arriva la terza Coppa delle Coppe ma si porta dietro la retrocessione.

La rivalità con l'Ignis Varese

Gli anni '60 sono quelli delle scazzottate tra Milano e Varese. Le scarpette rosse contro la valanga giallo-blu, il Simmenthal contro l'Ignis. Come due pugili se le danno di santa ragione, soprattutto Arthur Kenney e Dino Meneghin - futuro colosso biancorosso - nei tre spareggi scudetto consecutivi dal '70 al 73'.

Il ritorno: l'ondata biancorossa degli anni '80

Nel 1980 Bogoncelli passa il testimone alla famiglia Gabetti, ma prima di farlo regala all'Olimpia il dirigente Tony Cappellari e il coach Dan Peterson. Il 5 maggio '82 il Billy - sponsor dal '78 - riapre il ciclo: è il 20° scudetto, è l'inizio della grande abbuffata degli anni '80, quelli di Mike D'Antoni, Dino Meneghin, Roberto Premier, Vittorio Gallinari, Bob McAdoo.
Dal 1982 al 1989 l'Olimpia - targata Simac, Tracer e Philips - gioca otto finali scudetto di fila, vincendone cinque. Arrivano anche la Korac, una Coppa Italia e soprattutto due Coppe dei Campioni più l'Intercontinentale.

Il grande slam: 1986-1987, annata magica

L'Olimpia vince Scudetto, Coppa Campioni, Coppa Italia e Intercontinentale. Crocevia della stagione ed emblema di cosa fosse quella squadra è il turno preliminare contro l'Aris Salonicco. Andata in Grecia e disfatta: 98-67. Il 6 novembre '86 si gioca il ritorno in un PalaTrussardi assatanato che spinge i suoi leoni: Aris azzannato 83-49.

Nel limbo: gli anni '90 e i 2000

Nel '93 la Philips di D'Antoni vince la Korac. Nel '94-'95 Stefanel diventa sponsor-proprietario: l'Olimpia - quella di Tanjevic, Bodiroga, Gentile, Fucka, Portaluppi e Blackman - compie 60 anni alzando la Coppa Italia e il 25° Scudetto. Inizia poi il lungo digiuno, Milano entra nel tunnel: i cambi di proprietà, lo spareggio salvezza, la controversa gestione Corbelli. È un incubo senza fine. Poi...

La rinascita: Giorgio Armani

Quando la città rischia di perdere un pezzo di sé con il fallimento dell'Olimpia a un passo, Giorgio Armani salva il basket a Milano. Nel giugno 2004 solo la mobilitazione di Inter e Milan tiene in vita la società, che inizia la stagione 2004-2005 con il marchio Armani Jeans. È un'annata d'altri tempi, inebriante, che torna a scaldare i cuori biancorossi: l'AJ di Lino Lardo si arrende in finale, in 4 partite, alla Fortitudo Bologna. Poco importa: l'Olimpia è rinata. Ci vogliono però 9 anni per tornare a vincere: il 27 giugno 2014, in un Mediolanum Forum posseduto, Milano batte Siena in rimonta in gara7. È la redenzione, è l'espiazione di un ventennio di peccati: è, finalmente, estasi biancorossa.

Red shoes are back.

A cura di: 
Fabio Franchini

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