Ritratto di Sofia Gervasini

Autore: Umberto Lilloni
Collocazione: Quadreria della Ca' Granda
Indirizzo: via Francesco Sforza 28

Anno esecuzione: 1931
LINEA DEL TEMPO: epoca 1900-1945

Il ritratto di Sofia Gervasini fu affidato a Umberto Lilloni l’11 marzo 1931 e ultimato il 5 giugno, con approvazione della Commissione Artistica. Il dipinto fu però criticato dai parenti e dall’esecutore testamentario, che lo definirono “non decoroso per la defunta”. Quello che suscitava sconcerto non era solo l’importanza assunta dal paesaggio, trattato con colori chiari e luminosi di derivazione postimpressionista, ma soprattutto il disegno volutamente e totalmente privo di plasticità che trasforma la figura in puro elemento cromatico. La scelta del pittore venne sostenuta dalla Commissione Artistica, che riteneva la galleria dei ritratti “non soltanto una documentazione iconografica, ma uno specchio contingente e vitale delle correnti artistiche del momento. Lilloni è stato scelto come esponente di una di codeste affermate tendenze”. Ciononostante, l’Amministrazione rifiutò l’opera. Lilloni eseguì quindi un secondo ritratto, che fu approvato il 16 dicembre. Infine, nel 1943, per buona pace dei parenti, un terzo ritratto di Sofia Gervasini fu commissionato al pittore Giulio Cisari, mentre quello eseguito da Lilloni fu relegato nei depositi con l’indicazione “da non esporre”.
Il ritratto è desunto da una fotografia della benefattrice in età giovanile, durante una villeggiatura fra Lavagna e Sestri Levante. Il dipinto, dominato dagli azzurri in varie tonalità così amati da Lilloni, è una delle prime e più importanti opere con cui il pittore sviluppa un nuovo uso del colore, volto ad ottenere effetti atmosferici e lirici, tipico dei “chiaristi milanesi”.

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Umberto Lilloni, Ritratto di Sofia Gervasini, 1931
Per gentile concessione: Archivio Storico – Fondazione Ca’ Granda Policlinico

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