Piazza della Repubblica – Stazione Centrale

Per un milanese del XXI secolo, Piazza della Repubblica è uno svincolo, un attraversamento obbligato per chi, percorrendo la circonvallazione interna, imbocca via Vittor Pisani, l'asse stradale che la taglia da nord a sud, per raggiungere la Stazione Centrale, la monumentale stazione ferroviaria inaugurata negli anni Trenta del Novecento. Per i turisti che amano trattarsi bene, invece, è spesso l'indirizzo del proprio albergo: sulla piazza, infatti, si affacciano alcuni degli storici, pluristellati e più noti hotel milanesi, come l'Hotel Principe di Savoia (che quando aprì, nel 1927, si chiamava Albergo Principe e Savoia). In realtà la piazza – una delle più grandi della città e addirittura d'Italia – è sinonimo di zona, tanto quanto lo è la Stazione Centrale che, fra l’altro, fino al 1931 aveva sede proprio in questa piazza. La prima Stazione Centrale, progettata dall’architetto francese Louis-Jules Bouchot, era stata inaugurata nel 1864, occupando l’area situata al di fuori delle mura spagnole, caratterizzata dalla presenza di cascine  e osterie.  Il piazzale della Stazione Centrale – delimitato a sud dai bastioni di Porta Venezia e Porta Nuova – si connotò subito come luogo di servizio per i viaggiatori: sorsero ristoranti e alberghi, alcuni dei quali ancora esistenti e con il medesimo smalto e fascino di un tempo. Dopo poco meno di cinquant'anni, tuttavia, lo sviluppo del traffico ferroviario indusse all'ampliamento della stazione, al suo spostamento un chilometro più a nord e al conseguente cambio del nome della piazza (divenne Piazza Fiume) e della fisionomia della rete viaria che verso di essa confluiva. La funzione della zona non venne alterata nemmeno dopo il 2 giugno 1946, data in cui la piazza, per celebrare la nuova forma dello Stato italiano (da monarchia a repubblica) fu ribattezzata piazza della Repubblica. Tutt'oggi punto di riferimento per tutti i viaggiatori in visita a Milano, la piazza è connotata oltre che da strutture per l'accoglienza di classe, anche da alcuni bei palazzi, due dei quali svettano sugli altri: la Torre Turati, firmata dagli architetti Lorenzo e Giovanni Muzio (1963-1967) e la Torre Breda costruita fra il 1951 e il 1954 da Luigi Mattioni. Ma è la Stazione Centrale, il vero punto nodale dell'intera zona. La prima pietra di questo edificio fu posata nell'area dell'ex trotter (l’ippodromo del trotto che sorgeva sull'area dagli inizi del Novecento al 1924) da re Vittorio Emanuele nel 1906, in occasione dell'Esposizione Universale; ma la sua attuale fisionomia risale al progetto che vinse il concorso indetto nel 1912, firmato dal fiorentino Ulisse Stacchini, rimaneggiato nel 1925 e realizzato nel 1931. Dietro l'imponente facciata della stazione stava in origine la galleria delle carrozze, sulla quale si affacciavano le aperture per accedere alle biglietterie, alle rampe d'accesso e d'uscita (i binari sono sopraelevati rispetto alla strada) e all'ampio salone centrale. Nel 1943, lo spazio sottostante il binario 21, adibito al ricevimento, smistamento e spedizione della posta, fu utilizzato per smistare ben altro e più triste carico: ebrei e prigionieri politici diretti ai campi di sterminio (Auschwitz) e di concentramento nazisti. Dal 27 gennaio 2013 quest'area è diventata il Memoriale della Shoah di Milano, unico luogo al mondo dedicato alla memoria e allo studio della Shoah ad aver mantenuto la sua fisionomia originaria, oggi meta di di migliaia di studenti provenienti da tutt'Italia e anche dall'estero. Guardando la facciata della stazione, sulla sinistra, si erge il capolavoro di Gio Ponti, il grattacielo Pirelli, che ancora compete in bellezza ed eleganza con i nuovi giganti del cielo che da qualche anno connotano lo skyline di questa zona e della zona di Porta Nuova.

Piazza della Repubblica

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