Musei del Castello Sforzesco

Indirizzo: Piazza Castello
Contatti: +39.02.88463703
Link: www.milanocastello.it
Come arrivare: M1-M2 (linea rossa e verde) Cadorna FN, M1 (linea rossa) Cairoli, M2 (linea verde) Lanza
Apertura: mar-dom 9am-5.30pm (ingresso fino alle 5pm)
Ingresso: intero € 5. Ridotto € 3. Gratuito ogni giorno dopo le 4.30pm; il venerdì dalle 2pm alle 5.30pm; per i minori di anni 18

Anno fondazione: 1954, 1956
LINEA DEL TEMPO: epoca 1945 - oggi

Il solo castello merita di per sé una visita. Tra i preziosi tesori conservati nello scrigno del Castello Sforzesco troviamo reperti di arte antica, dipinti, mobili d’epoca, sculture, strumenti musicali e la commovente “Pietà Rondanini” di Michelangelo:
- Museo della Preistoria e Protostoria del Castello Sforzesco: una delle prime raccolte del Museo Archeologico, racconta le epoche più antiche delle culture delle età paleolitiche e neolitiche, dell'Età del bronzo e del ferro, soprattutto nell'area padana
- Museo d'Arte Antica: grande raccolta di sculture medioevali e rinascimentali
- Museo Egizio: mummie, sculture, ritratti dei faraoni, suppellettili della casa e del culto dei morti, papiri formano una collezione di importanza nazionale - Museo della Pietà Rondanini: in concomitanza con Expo 2015 “La Pietà Rondanini”, ultima emozionante opera di Michelangelo ha finalmente trovato la sua collocazione inedita e definitiva in uno spazio tutto suo, progettato dall’architetto Michele de Lucchi nelle sale dell’antico Ospedale Spagnolo e realizzato grazie alla collaborazione fra istituzioni pubbliche e private, in particolare il Politecnico e la Fondazione Cariplo.
- Pinacoteca: mostra di 230 opere di grande prestigio della pittura italiana dal XIII al XVIII secolo, con particolare attenzione alla produzione lombardo veneta
- Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, dal XV al XXI secolo
- Museo delle Arti decorative: (vd galleria immagini in "Galleria") espone oltre 1.300 oggetti di “design ante litteram”: oggetti d’arte in avorio, metallo, vetro, ceramica, tessuto, dall’Alto Medioevo all’Età Contemporanea, che raccontano la creatività applicata all’utensile nella vita quotidiana delle classi agiate. Appartengono alla collezione del museo gli straordinari Arazzi dei mesi Trivulzio. Il 12 aprile 2017 grazie al contributo di Fondazione Cariplo il museo ha riaperto i battenti con un nuovo allestimento, che, attraverso il racconto della storia sociale e del costume dà rilievo alle qualità artistiche delle opere e alla loro destinazione d’uso. Le vetrine sono quelle originali, disegnate dallo studio BBPR nel 1963, l'illuminazione, invece è stata rinnovata con luci a led.
Il nuovo  percorso documenta uno spaccato della nostra storia ed è così concepito:
Sala 28 – Ceramiche d’uso
La sala raccoglie alcune opere emerse dagli scavi della città di Milano nell’Ottocento. La seconda metà del XIX secolo, quella in cui avviene anche la fondazione del museo, è segnata dall’interesse per la storia milanese. Gli sventramenti di interi quartieri, determinati dal rinnovo edilizio, portano alla luce le vestigia del passato e i collezionisti recuperano da scavi e sterri materiali d’uso del passato, in particolare frammenti di ceramica. Questi vengono poi riadattati dai collezionisti, che li tagliano per evidenziare le parti decorative più interessanti, collegati anche alla storia dinastica della città.
Sala 29 – Oggetti d’uso
Questa sezione raccoglie una serie di oggetti il cui valore d’uso è prevalente, si tratta di oggetti storici realizzati con materiali non particolarmente ricchi ma di uso comune e ancora oggi attuali. Trovano qui posto una serie di materiali per misurare, per giocare, per scrivere. Spiccano la raccolta di vetri muranesi e boemi, tra XVI e XVIII secolo, e il rarissimo compasso di Galileo, fatto realizzare a corredo del trattato da lui composto a Padova su questo strumento (ne esistono ad oggi solo 3/4 esemplari in tutto il mondo).
Sala 30 – Maioliche e porcellane
Nel lungo corridoio della sala trovano posto i capolavori: la collezione Sambonet, acquisita dalla Regione Lombardia e depositata al Castello dal 2003, che presenta modelli di posate realizzate nelle fogge e nei materiali più diversi, dal Medioevo al design novecentesco; gli smalti e le maioliche del Cinquecento; le maioliche da parata del Seicento; le maioliche del Settecento lombardo provenienti dalle botteghe di Clerici e Rubati (Milano) e da Lodi; le porcellane, collezionate maniacalmente durante tutto il Settecento dopo la “scoperta” di questo nuovo materiale a Meissen, in Germania, nel 1707.
Sala 30 bis – Il Mediterraneo
In questo spazio, insieme ai conservatori del Mudec, è stato progettato un allestimento che mette in mostra opere prodotte sulle sponde del Mediterraneo tra IV e XVI secolo, in una situazione di scambio continuo tra Oriente e Occidente: trovano qui posto gli avori alessandrini, i tessuti copti e bizantini, le ceramiche mediorientali, ispaniche e siciliane. Vengono esposti per la prima volta alcuni dei tessuti medievali della collezione, e i tessuti siciliani prodotti per la corte normanna nel XII secolo.
Sala 31 – Il Novecento
Gli acquisti effettuati dal Comune presso le Biennali e le Triennali delle arti negli anni Venti e Trenta permettono al museo di avere una ricca collezione di ceramiche, vetri e oreficerie di quell’epoca. Tra i vari nuclei, si segnala quello di porcellane e maioliche di Gio Ponti e le oreficerie di Alfredo Ravasco; spicca il fantasioso granchio di Mengaroni; non mancano opere di Arturo Martini e dei più celebri artisti muranesi.
Sala 32 - Il gabinetto del collezionista
Questa sezione presenta una vasta serie di oggetti di piccole dimensioni, considerati opere d’arte rare e preziose e per questo collezionati, realizzati non con uno scopo funzionale, ma per riprodurre, o solo riecheggiare, la statuaria monumentale.
Sala Castellana
Trova qui posto la collezione di vetri Bellini Pezzoli, 50 opere in vetro realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo e databili tra il 1950 e il 2015, raccolte dal collezionista Sandro Pezzoli e concesse in deposito al museo. La collezione permette un significativo aggiornamento del museo sulla contemporaneità, offrendo la più vasta rassegna del vetro contemporaneo attualmente visibile in Italia, con opere, tra gli altri, di Enrico Baj, Mario Bellini, Fulvio Bianconi, Dale Chihuly, Gianfranco Frattini, Joan Crous, Silvia Levenson, Roberto Sambonet, Lino Tagliapietra, Toni Zuccheri.

- Museo degli Strumenti Musicali: comprende un gran numero di strumenti musicali europei ed extraeuropei. Si possono ammirare famosi prodotti della liuteria cremonese e milanese e rare tastiere italiane ed europee

- Inoltre: imperdibili la Sala Viscontea e la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli (segue orario: lun-ven dalle 9am alle 3pm. Chiuso sab, dom e festivi), l'Archivio Fotografico, Biblioteca Archeologica e Numismatica, e la Collezione Vinciana (libri, manoscritti, fondi antichi e moderni, foto su Leonardo da Vinci e infine il CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive (nota: le sale 9, 10, 15, 23, 24 non sono accessibili a persone con mobilità ridotta).

Musei del Castello Sforzesco

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