La famiglia Della Torre

Antica famiglia aristocratica lombarda

LINEA DEL TEMPO: epoca 400 a.C. - 1400 

I Della Torre, o Torriani, sono un’antica famiglia lombarda le cui origini vengono fatte risalire al ceppo della famiglia imperiale di Carlo Magno. Secondo una leggenda, accreditata da alcuni genealogisti e storici del passato, la famiglia discenderebbe dal ceppo dell’Imperatore Carlo Magno: un illustre membro della famiglia dell’Imperatore avrebbe sposato una nobildonna di Borgogna, unica erede dei De la Tour d’Auvergne, assumendone il cognome. I figli di questo matrimonio, Heriprando e Clododeo, furono mandati nel Nord Italia, e precisamente in Valsassina, dove dimorava il conte Tazio (o Tacius), che diede in spose ai due gemelli Della Torre le sue due uniche figlie. Alla sua morte, così, i due ereditarono la contea della Valsassina dando inizio alla discendenza.

Lasciando da parte la leggenda, è sicuro che già nel XII secolo la famiglia Torriani fosse una delle famiglie milanesi più importanti, con feudi molto ampi. Il vero e proprio inizio della sua ascesa politica, tuttavia, ebbe inizio solo nel 1237, quando Pagano della Torre si assicurò l’amicizia e la riconoscenza dei milanesi proteggendo quanto rimaneva del loro esercito dopo la sconfitta contro l’imperatore Federico II. Sebbene questa azione non abbia avuto risvolti immediati, i risultati si videro qualche anno dopo, nel 1240, quando il “popolo” di Milano chiamò Pagano in città come guida.

Sfortunatamente, Pagano morì già nel 1241, ma lasciò a Milano i suoi figli e i nipoti che, in qualità di cittadini milanesi, ebbero così aperta la carriera politica. Nel 1247, la Credenza di Sant’Ambrogio (la fazione popolare più cospicua e potente in città) scelse Martino della Torre come proprio capo; contemporaneamente, Raimondo della Torre venne indirizzato alla carriera ecclesiastica, in modo da assicurare alla famiglia una posizione importante nella vita della città non solo dal punto di vista politico ma anche da quello religioso. Tutti questi sforzi furono premiati quando, nel 1256, Martino venne scelto dai popolari come podestà del “popolo” e, dopo soli tre anni, venne proposto nella chiesa di Santa Tecla come unico capo di Milano. Dopo i vari disordini che seguirono questa proposta, culminati nell’esilio dell’aristocrazia nemica, Martino divenne padrone della città: nel 1259 iniziava dunque il dominio dei Della Torre. Il periodo successivo fu particolarmente intenso a causa della dura opposizione degli aristocratici in esilio, ma Martino ne uscì rafforzato in tutta la “Lombardia”.

Nel 1263, quanto da lui ottenuto passò nelle mani di suo fratello Filippo, che riconobbe la necessità di un’alleanza con un signore importante per consolidare e difendere meglio il proprio potere, anche in seguito alla scomunica papale ricevuta a causa della loro vicinanza agli ambienti ghibellini. Filippo riuscì ad assicurarsi l’amicizia di Carlo d’Angiò, conte di Provenza e aspirante al trono di Sicilia, ottenendo da parte sua il riconoscimento di tutti i possedimenti e le cariche, e garantendosi il ritiro della scomunica papale. Inoltre, grazie all’intermediazione di Raimondo, riuscì a creare la “Lega Guelfa”, di cui facevano parte vari comuni centro-settentrionali.

Dopo la sua morte, questa importante eredità passò nelle mani di Napoleone della Torre, che portò avanti con successo l’amicizia con l’angioino. In seguito all’esecuzione di un gruppo di aristocratici milanesi ribelli, il rapporto fra la famiglia e il papato tornò a farsi teso, e furono costretti a mandare una rappresentanza a Roma per perorare la loro causa contro le incresciose accuse mosse loro da Ottone Visconti. La controversia si risolse con una sorta di “pareggio”, senza una condanna effettiva dei Della Torre, ma con l’ordine di riammettere in città Ottone e restituire a lui e alla sua famiglia i beni requisiti. Sotto la guida di Napoleone della Torre, i rapporti con la Chiesa si fecero estremamente più distesi, poiché il nuovo papa, Gregorio X, riconobbe nella famiglia un’importante risorsa, e Napo stesso contribuì a rendersi ancor più gradito nominando Visconte de Visconti (fratello del papa) podestà di Milano. In cambio della carica, dunque, i Visconti giurarono obbedienza alla Credenza di Sant’Ambrogio e al suo capo, Napo.

Nel 1274 ebbe luogo la trasformazione ufficiale del comune in signoria con l’investitura di Napoleone della Torre a vicario imperiale per la città di Milano da parte di Rodolfo I d’Asburgo, neo-eletto re dei Romani. Il potere di cui godeva la famiglia fino a quel momento era giunto dal basso, mentre da quel momento in avanti ottenne anche un riconoscimento dall’alto.

Anche Raimondo della Torre ottenne un importante risultato con la nomina a patriarca di Aquileia, la sede episcopale più importante in Italia per potenza, grado e ricchezza.

Nonostante fosse un inizio sotto i migliori auspici, ben presto la signoria dei Della Torre giunse al termine: nel 1277 Napo venne catturato durante la battaglia di Desio, e morì di inedia un anno dopo, ancora prigioniero. Da quel momento si è soliti far iniziare la signoria dei Visconti, che fu sempre precaria e duramente contrastata dai Della Torre

Questi, infatti, non sparirono dallo scenario milanese, ma continuarono a opporre resistenza: nel 1302 Guido della Torre venne chiamato alla guida di Milano dal popolo, e ricoprì il ruolo fino al 1311. L’esperienza si concluse per una frattura interna alla famiglia: mentre una parte di esse strinse rapporti d’amicizia con i Visconti, l’altra parte continuò la guerra senza quartiere ai Visconti fino al 1332, anno in cui venne importa la pace per intercessione papale.

La famiglia Della Torre nei secoli successivi non riuscì più a ottenere la guida di Milano, ma continuò a mantenere un ruolo di rilievo nel nord d’Italia e nella vita politica e amministrativa della città.

Stemma della famiglia Della Torre

Stemma della famiglia Della Torre: torre rossa a merlatura guelfa in campo bianco e due scettri gigliati e decussati d'oro in campo azzurro, l'aquila imperiale in capo richiama il titolo di Vicario Imperiale, conferito nel 1274 a Napo della Torre dall'Imperatore Rodolfo I d'Asburgo.