Filippo Tommaso Marinetti

Nato a: Alessandria d'Egitto, 22 dicembre 1876
Morto a: Bellagio, 2 dicembre 1944
Artista, poeta

LINEA DEL TEMPO: epoca 1800 – 1900, 1900 – 1945

Poeta e agitatore culturale, Marinetti arriva a Milano alle soglie dei trent’anni e si stabilisce in via Senato, in una casa affacciata sul Naviglio. È l’avamposto di una rivoluzione, il futurismo: il più importante movimento artistico italiano del primo Novecento, un connubio straordinario di letteratura, pittura, arte, utopie. Secondo la auto-mitologia che Marinetti ha costantemente alimentato, la svolta futurista sarebbe legata a un incidente: alla guida della sua rombante Isotta Fraschini, Marinetti sarebbe finito a mollo in un fosso per una sbandata troppo brusca per evitare due ciclisti. Un “bagno” simbolico, da cui esce l’idea di spazzare via i residui del passato: un articolo pubblicato sul quotidiano parigino le Figaro nel 1909 sancisce la nascita del movimento futurista, libro da ogni omaggio accademico, aperto alla bellezza della tecnologia. Una avanguardia artistica intensamente milanese. Aderiscono molto presto pittori del calibro di Boccioni, Carrà, Severini, e un’intera generazione di artisti. Marinetti organizza spettacoli pubblici e scrive libri emblematici come Zang Tumb Tumb e Mafarka il futurista. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Marinetti è un interventista entusiasta. Nulla lo può fermare: ferito all’inguine, scrive un libretto di dilagante successo, Come si seducono le donne; e alla guida di una autoblindo (esaltata nel romanzo L’alcova di acciaio) partecipa alla vittoria italiana. Dopo la guerra, l’ansia di azione porta Marinetti accanto al nascente fascismo, al quale resterà sostanzialmente fedele, nel bene e nel male, fino alla morte.

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