Associazione Calcio Milan

Nome: Milan Football and Cricket Club (1899-1919), Milan Football Club (1919-1936), Milan Associazione Sportiva (1936-1939), Associazione Calcio Milano (1939-1946), Associazione Calcio Milan (dal 1946)
Sede: Casa Milan, via Aldo Rossi, 8
Link: www.acmilan.com
Stadio: Stadio Giuseppe Meazza, San Siro
Dove si allena: Centro Sportivo Milanello, via Milanello 25, Carnago (VA)
Categoria: Squadre e Associazioni Sportive
Fondatore: Alfred Ormond Edwards

Anno fondazione: 1899
LINEA DEL TEMPO: epoca 1800 - 1900, 1900 - 1945, 1945 - oggi

Milano è una città che ha un forte legame con lo sport, in particolare con il calcio. L'Associazione Calcio Milan insieme all'Internazionale Football Club sono un vanto per la città che, grazie ai successi di queste due squadre, può considerarsi una delle capitali del calcio europeo e mondiale.
I rossoneri nascono alla fine del 1800 e nella sua storia ultra-centenaria ha vinto tanto permettendo ai milanesi di vedere in campo campioni del calibro di Nils Liedholm, Gianni Rivera, Franco Baresi, Ruud Gullit, Marco Van Basten, Paolo Maldini, Andriy Shevchenko, Kakà e Zlatan Ibrahimovic.
La storia del club è fatta di momenti difficili, le due retrocessioni in Serie B, ma anche di molti successi e di “cicli” vincenti, per esempio i primi 25 anni di presidenza di Silvio Berlusconi.
Grazie al presidente del Milan Piero Pirelli che lo fece costruire, Milano ha uno stadio, il Giuseppe Meazza in zona San Siro, che è riconosciuto in tutto il mondo. La “Scala del Calcio”, come viene soprannominato, è lo stadio più vincente in Europa se si sommano i successi delle due squadre meneghine.
Il palmares del Milan è tra i più ricchi del mondo:
- 18 Scudetti
- 5 Coppa Italia
- 6 Supercoppa Italiana
- 7 Coppe dei Campioni
- 3 Coppa Intercontinentale
- 1 Mondiale per club
- 2 Coppe delle Coppe
- 5 Supercoppa europea
Nel 2015 il Milan ha abbandonato gli storici uffici di via Turati ed ha costruito una nuova sede, Casa Milan, in via Aldo Rossi, zona Portello, che comprende anche un museo, un ristorante, la biglietteria ed un negozio.

Nasce il Milan Football and Cricket Club

In una sera di dicembre del 1899 un gruppo di inglesi residenti a Milano ed un gruppo di italiani si incontrarono nella lobby del Hotel du Nord in Piazza della Repubblica e creano una nuova società sportiva dedita al cricket ed il calcio che prenderà il nome di Milan Football and Cricket Club. Era il 16 dicembre il giorno della nascita del club che ha fatto la storia sportiva di Milano e l'Italia.

I primi successi e la scissione interna

Il primo presidente del Milan Football and Cricket Club era l'inglese Alfred Ormonde Edwards, vice-console britannico a Milano. La sede della squadra era la Fiaschetteria Toscana di via Berchet, 1 e le partite casalinghe del Milan si giocavano al Trotter di piazza Doria. L'esordio ufficiale del Milan Football and Cricket Club è il 15 aprile 1900 contro al Torinese che vince 3-0.
Il primo scudetto arriva poco più di un anno dopo, il 5 maggio 1901. La squadra era composta per maggioranza di giocatori inglesi ed il capitano della squadra era Herbert Kilpin che ne era anche l'allenatore. Sotto la guida di Kilpin la squadra rossonera vincerà lo scudetto anche nel 1906 e nel 1907.
All'interno della società del Milan si aprono dissidi e dissapori sull'impiego di giocatori stranieri portando un gruppo dei fondatori della squadra rossonera a creare una nuova squadra chiamata Football Club Internazionale.
Nel 1909 Piero Pirelli prende il posto di Edwards nel ruolo di presidente e si impegna a costruire uno stadio per la sua squadra da 40.000 spettatori nel quartiere di San Siro che viene inaugurato nel 1926.

Il Gre-No-Li ed “el paròn”

Dopo più di quattro decenni senza scudetti, il Milan ingaggia un trio di attaccanti svedesi campioni olimpici che riporteranno la squadra ai vertici del campionato italiano. Nils Liedholm, Gunnar Gren e Gunnar Nordahl. Quarantaquattro anni dopo l'ultimo scudetto, il Milan torna a vincere il campionato nel edizione 1950-1951 e ne vincerà altri tre negli anni '50 nel 1955, 1957 e 1959 grazie al suo trio svedese.
Alla fine del decennio vincente degli anni 50, il Milan si trova a dover rimpiazzare lo svedese Nordahl e lo fa acquistando il ventenne brasiliano José Altafini dal Palmeiras per 120 milioni di lire. La rivoluzione dell'organico del Milan si completa agli inizi degli anni 60 con l'arrivo dall'Alessandria di un giovane di buone speranze, Gianni Rivera, che legherà tutta la sua carriera da professionista alla maglia rossonera diventandone uno dei simboli storici.
Per la stagione 1961-62, il Milan assume Nereo Rocco, soprannominato “el paròn”, come allenatore completando la rivoluzione del club che portano all'ottavo scudetto. La stagione 1962-63 vedrà il Milan chiudere il campionato al terzo posto ma è nei tornei europei che il Milan lascia il segno. Il 22 maggio il Milan batte il Benfica 2-1 in finale di Coppa dei Campioni giocata allo stadio londinese di Wembley con doppietta di Altafini diventando il primo club italiano ad alzare la massima coppa europea con Cesare Maldini capitano.
Senza Rocco in panchina il Milan vince la Coppa Italia nel 1967, la Coppa delle Coppe insieme allo scudetto nel 1968.
Nella stagione 1967-68 il Milan richiama in panchina “el paròn” e vincono la loro seconda Coppa dei Campioni battendo in finale l'Ajax 4-1 al Santiago Bernabeu di Madrid con tripletta di Pierino Prati. L'anno seguente gli uomini di Rocco riescono a vincere anche la Coppa Intercontinentale che gli era sfuggita nel 1964 contro il Santos di Pelé, battendo in una doppia sfida molto violenta gli argentini dell'Estudiantes.

Dalla stella alla Serie B

Gli anni '70 sono gli anni dell'inseguimento del decimo scudetto che permette alle squadre di mettere una stella sulla maglia che rappresentano i dieci titoli. Il Milan ci riuscirà nel 1979 dopo averne sfiorato il titolo varie volte e anche dopo aver vinto tre Coppe Italia (1972, 1973, 1977) ed una seconda Coppa delle Coppe (1973).
La tanta agognata stella arriva nella stagione 1978-79 dopo undici anni dall'ultimo scudetto. La panchina era stata affidata l'anno precedente a Nils Liedholm mentre la fascia di capitano era ancora saldamente sul braccio del “Golden Boy” Gianni Rivera. Al termine della stagione i rossoneri chiudono il campionato primi davanti al Perugia e può festeggiare il decimo scudetto ma deve anche subire la notizia del ritiro del suo capitano e giocatore simbolo Gianni Rivera.
La stagione 1979-80 vede il Milan chiudere il campionato al terzo posto ma in seguito allo scandalo del calcio-scommesse la squadra viene declassata all'ultimo posto e retrocessa in Serie B per la prima volta nella sua storia.
L'anno seguente il Milan, capitanato da Aldo Maldera, ritorna in Serie A vincendo il campionato cadetto, ma i rossoneri non riescono ad evitare una seconda retrocessione nel 1982, questa volta sul campo.

Gli anni di Farina

Nel 1982 l'imprenditore Giuseppe Farina acquista il Milan e riporta la squadra in Serie A nella stagione 1982-83 vincendo la Serie B facendo il record di gol segnati. La presidenza di Farina non porterà altri titoli. Nel 1984-85, Nils Liedholm ritorna a sedersi sulla panchina concludendo il campionato al quinto posto e perdendo la finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. In questa stagione fa il suo debutto in campo il 20 gennaio una futura bandiera del Milan, Paolo Maldini, figlio di Cesare, che sarà protagonista con questa maglia per i prossimi vent'anni.

Inizia l'Era Berlusconi – Il Milan di Sacchi

Nell'estate del 1985 il Milan è ad un passo dal fallimento ed il presidente Farina è costretto a dimettersi. Per diverso tempo il club naviga nell'incertezza finche il 20 febbraio 1986 Silvio Berlusconi acquista il pacchetto di maggioranza e dopo poco più di un mese diventa presidente. Durante l'estate del 1987 Berlusconi ha una intuizione e affida la squadra all'allenatore del Parma, Arrigo Sacchi, che lo aveva impressionato nella sfida di Coppa Italia che aveva estromesso il Milan l'anno precedente. Insieme a Sacchi vengono aggiunti alla squadra diversi giocatori tra i quali anche il duo olandese di Ruud Gullit e Marco Van Basten. Sacchi, il duo olandese (che diventerà un trio nel 1988 con l'arrivo di Frank Rijkaard) e il gruppo degli italiani (Baresi, Tassotti, Maldini, Ancelotti, Evani, Virdis, Galli e Donadoni) danno vita ad una delle squadre più forti di sempre e che ha cambiato il calcio italiano e non solo.
Il binomio Milan-Sacchi durerà altri 3 anni ricchi di successi. Nel 1989 il Milan si laurea Campione d'Europa per la terza volta battendo il Real Madrid in semifinale con uno storico 5-0 a San Siro e lo Steaua Bucarest 4-0 (2 gol di Gullit e 2 di Van Basten) in finale al Camp Nou di Barcellona. L'anno dopo, il 1990, il Milan alza ancora al Coppa dei Campioni per la quarta volta superando il Benfica 1-0 (gol di Rijkaard) al Prater di Vienna, vince la Supercoppa Europea e la sua seconda Coppa Intercontinentale.

Fabio Capello e gli invincibili

Finito il ciclo pieno di successi di Arrigo Sacchi, il presidente Berlusconi ha un'altra intuizione per la panchina della sua squadra, richiamare Fabio Capello che aveva traghettato la squadra nel 1987 tra Liedholm e Sacchi. La rosa non viene stravolta e Capello riesce a dare solidità al sistema di gioco di Sacchi rendendolo meno spettacolare ma più efficace tanto da vincere il primo di quattro scudetti in cinque anni nel 1992 senza sconfitte. La squadra dell'allenatore friulano ha successo anche in Europa arrivando in finale di Coppa dei Campioni tre volte, vincendo una sola volta nel 1994 ad Atene con roboante 4-0 contro il favoritissimo Barcellona allenato da Johan Cruijff.

I ritorni di Sacchi e Capello e l'addio di Baresi

Dopo i cinque anni con Capello in panchina, il Milan fatica a trovare la persona giusta per la panchina. Il prescelto a continuare la strada tracciata dal tecnico friulano è Oscar Washington Tabarez, ma il regno dell'uruguaiano dura solo 11 partite nel 1995-96 e viene richiamato Arrigo Sacchi ma non va oltre l'undicesimo posto.
Al termine di quella sfortunata stagione si ritira Franco Baresi, lo storico capitano della squadra che era cresciuto nelle giovanili del Milan ed era diventato il difensore più forte al mondo senza mai cambiare maglia. Dopo venti anni passati con la maglia rossonera, la società decide di ritirare il numero 6, il suo numero. E' la prima volta che una maglia viene ritirata in Italia.
Orfani di Sacchi e soprattutto Baresi, il Milan richiama Capello per la stagione 1997-98, ma anche lui non riesce a far risorgere la squadra che finirà un'altro campionato deludente al decimo posto.

Zaccheroni, Bierhoff e Cesare Maldini

Il Milan torna a vincere lo Scudetto nel 1998-99 con in panchina Alberto Zaccheroni. L'ex allenatore dell'Udinese era stato preso insieme a due giocatori chiave della sua Udinese, l'attaccante tedesco Oliver Bierhoff e il terzino destro danese Thomas Helveg.
La stagione 2000-2001 non va come previsto e dopo l'eliminazione dalla Champions League nel secondo girone viene esonerato Zaccheroni e viene chiamato a traghettare la squadra il padre di Paolo Maldini, nonché ex-capitano del Milan, Cesare Maldini. Con Maldini in panchina la stagione sembra rimettersi in sesto anche grazie alla vittoria nel derby contro l'Inter per 6-0.

Gli anni di Carletto

La stagione 2001-2002 inizia con il turco Fatih Terim in panchina, ma presto cederà il posto ad un ex-giocatore del Milan, Carlo Ancelotti dando inizio all'era del “Milan ai milanisti”
Nella stagione 2002-2003 il Milan acquista Rivaldo, Tomasson, Pirlo, Seedorf e Nesta ricostruendo una rosa di assoluto valore. Quella stagione si concluderà con la conquista della sesta Coppa dei Campioni battendo i rivali della Juventus all'Old Trafford di Manchester ai rigori.
Con Ancelotti alla guida arriva anche lo scudetto nel 2004, la Supercoppa Europea nello stesso anno e nel 2005 il Milan torna in finale di Champions League che si gioca ad Istanbul contro il Liverpool. Il Milan chiude il primo tempo avanti 3-0 ma incredibilmente si fa rimontare sul 3 pari per poi perdere ai rigori.
Al termine della stagione 2005-2006 (terminata dal Milan al secondo posto con 88 punti, record per i rossoneri) scoppia lo scandalo Calciopoli ed il Milan viene coinvolto nell'inchiesta. Il risultato durante i mesi caldi di giugno e luglio e che lo scudetto viene revocato alla Juve che viene retrocessa in Serie B ed al Milan vengono inflitti 30 punti di penalizzazione.
La settima Coppa dei Campioni arriva nel 2007. In finale ad Atene il Milan ritrova il Liverpool che gli aveva inflitto la scottante sconfitta ad Istanbul solo 2 anni prima. I rossoneri non si fanno sfuggire l'occasione e si prendono la rivincita vincendo 2-1 con doppietta di Filippo Inzaghi.
L'ultimo titolo targato Ancelotti arriva nella stagione 2007-2008 con la vittoria nel Mondiale per Club (che ha sostituito la Coppa Intercontinentale).
A fine stagione il Milan saluterà Ancelotti, Kakà ma soprattutto il capitano Paolo Maldini che dopo 22 anni in rossonero decidere di smettere con il calcio a quarant'anni e dopo aver vinto 7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 5 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per club.

Allegri e i tanti addii

Dopo l'esperienza con Leonardo in panchina, il Milan chiama Massimiliano Allegri e gli affida una squadra con molti nuovi ed importanti innesti come Zlatan Ibrahimovic, Robinho e Boateng. Il tecnico toscano guida la squadra fino alla vittoria dello scudetto nel 2010-2011.
Nella seconda stagione però Allegri si fa soffiare lo scudetto dalla Juve ed in estate affiorano le difficoltà economiche del club che si vede costretto a vendere i suoi giocatori migliori Ibrahimovic e Thiago Silva. Oltre ai pezzi pregiati, il Milan deve dire addio anche a tanti giocatori che avevano fatto la storia del club come Gattuso e Pirlo.
I tanti addii e le difficoltà del Milan di acquistare giocatori di livello rendono la stagione 2012-2013 un calvario che però porterà alla qualificazione in Champions League grazie al terzo posto finale.

Da Seedorf a Mihajlovic, gli anni della confusione

Dopo l'addio di Allegri, il Milan affiderà la panchina prima a Seedorf, poi ad Inzaghi ed infine a Sinisa Mihajlovic nella stagione 2015-2016 ma non riesce a qualificarsi per la Champions League. All'interno del club ci sono divisioni con l'ingresso della figlia di Berlusconi, Barbara, nell'organigramma.
Nonostante le campagne acquisti mal programmate e le continue voci di cessione del club da parte di Berlusconi, il Milan inizia ad adeguarsi alle società più moderne costruendo una nuova sede con negozio, museo e ristorante in via Aldo Rossi, nella zona del Portello.

Lo stemma dell'A.C. Milan

Lo stemma dell'A.C. Milan