Ariberto d’Intimiano

Nato a: Intimiano (Como), 970 ca
Morto a: Milano, 16 gennaio 1045
Arcivescovo

LINEA DEL TEMPO: epoca 400 a.C. - 1400

Figlio dei nobili Gariardo e Berlinda, Ariberto ebbe un ruolo preponderante nelle vicende di Milano dal 1018, anno in cui fu consacrato arcivescovo dall'imperatore Enrico II, al 1045. Con lui, che si schierò a fianco di Enrico II durante la lotta con Arduino per il trono imperiale, l'autorità politica e il potere dell'arcivescovo di Milano raggiunsero l'apogeo. Per evitare che i beni della Chiesa andassero dispersi fra gli eredi, Ariberto sottoscrisse nel 1022 i provvedimenti papali presi contro i chierici sposati e concubinari nonostante si vociferasse all'epoca che lui stesso fosse sposato; alla morte di Enrico II, nel 1024, Ariberto si recò immediatamente a Costanza a omaggiare il suo successore, il re di Germania Corrado II il Salico, ottenendo in cambio l'abbazia di Nonantola e il diritto di nominare il vescovo di Lodi, che da questo momento diventava vassallo dell'arcivescovo di Milano e non più dell'imperatore, con tutte le conseguenze e i benefici del caso. Nel 1034, Ariberto lasciò Milano, duramente provata dalla carestia, per adempiere ai suoi doveri di vassallo imperiale e combattere in Borgogna per Corrado II contro Oddone di Champagne. Dopo qualche mese vi fece ritorno, ma a Milano e nel resto dell'Occidente scoppiò la ribellione dei feudatari minori o valvassori portando Ariberto a uno scontro con l'imperatore stesso, il quale lo fece arrestare e imprigionare in una rocca nel piacentino. Dopo due mesi di prigionia, Ariberto riuscì a tornare a Milano, ma sia lui che la città ebbero la peggio. Scomunicato da Benedetto IX, il potente arcivescovo di Milano fu deposto il 26 marzo 1038 e sostituito dal canonico Ambrogio. Fu l'inizio del declino di Ariberto che sui ammalò gravemente a Monza, dove si era rifugiato nel 1044. Morì il 16 gennaio 1045 a Milano, dove aveva ottenuto di essere trasportato. Il suo corpo venne sepolto, come lui desiderava, in un'arca a San Dionigi. Il 27 marzo 1783 le spoglie dell'arcivescovo furono traslate in Duomo, dove ancora oggi si trovano.

Ariberto d’Intimiano

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